Cittadini smart come obiettivi

Cittadini smart come obiettivi

Se ti è capitato di lavorare sulla definizione degli obiettivi, sai che un obiettivo per essere concretamente realizzabile deve essere SMART. Un acronimo americano che sta per:

  • S pecifico (Specific)
  • M isurabile (Measurable)
  • A ccessibile (Achievable)
  • R ealistico/Rilevante (Realistic/Relevant)
  • T emporizzato (Timely)

Specifico. Significa che astrazioni e generalizzazioni non funzionano. Essere felice è l’obiettivo di tutti, ma non è specifico. Affinché tu possa incamminarti verso la felicità è necessario che chiarisci la tua definizione di felicità. In cosa consiste esattamente per te essere felice?

Misurabile. Quanto o quanti? Vuoi perdere peso? Ma quanto? Quanti chili esattamente? Altrimenti sarà difficile mantenere il passo e avere la consapevolezza di avvicinarsi al risultato. E’ necessario che tu decida quale sarà il risultato.

Accessibile. E raggiungibile, perché se non è per te raggiungibile, sarà impossibile mantenere la motivazione alta, presto scoprirai di non farcela. E questo non aiuta nel viaggio verso la felicità.

Realistico e rilevante. Quanto davvero è importante per te, quanto è obiettivamente realistico ciò che desideri e coerente con la tua visione?

Temporizzato. Quanto tempo occorre? E’ necessario stabilire un tempo, altrimenti sembrerà di girare all’infinito senza risultati.

Questo brevemente il senso Smart degli obiettivi. E cosa c’entrano i cittadini?

C’entrano, sono soggetti e obiettivo del momento. In questo periodo i media ci riportano estenuanti, violente discussioni su una democrazia del popolo, dei cittadini per i cittadini.

Il fatto è che “Far governare i cittadini” non è un obiettivo SMART.

E’ un nobile e alto proposito, ma non è SMART, nel senso che non rispecchia l’efficace definizione di un obiettivo. Quindi non funziona. Come mai?

Cittadini è una parola bellissima, ma vaga. Non è specifica. Cosa si intende per cittadini, e quali?

Cittadini sono coloro che vivono e appartengono a una città e paese, condividendone diritti e doveri con responsabilità. Diritti e Doveri. Nel momento in cui si varca la soglia del Palazzo, si smette di essere comuni cittadini e si diventa rappresentanti dello Stato, con tutto ciò che significa. Quindi i cittadini di cui si parla per gestire il governo del paese, al momento sono quelli fuori dal Palazzo.

E chi sono?

Cittadini sono i nostri compagni meravigliosi, la solidarietà che ritroviamo in tanti luoghi imprevedibili, la bellezza, la gioia di ritrovarsi, sono coloro che mettono il cuore e la passione nel lavoro, che pensano alla comunità come a un valore da salvare. Sono coloro che si impegnano per il bene comune. Ma non solo loro.

Cittadini sono coloro che oggi hanno la casa allegata dal diluvio, ma anche coloro che quelle case le hanno costruite abusivamente e senza rispettare le esigenze del territorio, né le leggi della natura.

Cittadini sono anche coloro che nel 2013 hanno evaso circa 9 miliardi di tasse. Quelli che usano i servizi pubblici pagati da altri.

Sono cittadini quelli che picchiano le donne, quelli che pagano per fare sesso con ragazzine e ragazzini, quelli che abbandonano i cani, quelli che parcheggiano nello spazio riservato ai portatori di handicap. Sono cittadini quelli che chiedono la pensione di invalidità in quanto ciechi e poi li trovano ai giardinetti a leggere il giornale. Sono cittadini i vicini di casa che si azzuffano alle riunioni di condominio.  Sono cittadini quelli che danno la caccia ai gay. Lo sono quei datori di lavoro che fanno firmare le dimissioni in bianco ai loro dipendenti. Ma anche quei dipendenti che firmano il cartellino e poi escono a farsi i fatti propri. Sono cittadini i genitori che incitano i bambini a colpire gli avversari alla partita di calcetto. Sono cittadini anche quelli che non rispettano la propria città, che se ne fregano del bene comune. Sono i finti medici. Sono anche tutti quelli che partecipano a un sistema di corruzione senza pari.

Non basta dirsi cittadini per essere onorevoli. Non basta essere cittadini se si vogliono fare scelte onorevoli. Occorre essere persone per bene.


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Cittadini è una parola preziosa che purtroppo non rappresenta solo la nobiltà e l’onestà, raccoglie tutto. E questo tutto è rappresentato nel Palazzo. Perché se esiste una classe politica insostenibile, è perché molti cittadini ne hanno tratto vantaggio.

Se esiste un corrotto, esiste anche un corruttore e non necessariamente quest’ultimo è un mafioso o in un’associazione criminale. Può essere anche uno studente che imbroglia per guadagnarsi una tesi di laurea veloce.

La città, il paese, un’azienda sono organizzazioni che funzionano in maniera molto simile. Sono sistemi complessi in cui l’individuo, anch’egli un sistema,  ha un ruolo di grande responsabilità. La responsabilità di fare le proprie scelte, giorno per giorno e affrontarne in maniera responsabile le conseguenze.

Quali cittadini allora…

Definisci il tuo obiettivo di cittadinanza SMART con qualche semplice domanda.

1. A quanti dei tuoi colleghi di lavoro daresti in mano il governo del paese?

2. Quali dei tuoi vicini di casa potrebbero salvare la baracca?

3. Quando sei in macchina bloccato nel traffico, guarda fuori dal finestrino e pensa a tutti quei cittadini intorno a te. Quando vai in palestra o al bar a prendere un caffè, ascoltali i cittadini. Chi potrebbe davvero far diminuire la disoccupazione?

4. Chi di loro manderesti a votare le leggi di tutti?

5. Ma non solo gli altri. Sii consapevole della TUA realtà, di quanto tu sia vicino a ciò che vorresti fossero tutti gli altri.

Quando poi torni a casa, prendi carta e penna ed esercitati a realizzare un obiettivo SMART, che non può essere “far governare i cittadini”, troppo generico. Infatti l’acronimo dice:

  • Specifico
  • Misurabile
  • Accessibile
  • Realistico/Rilevante
  • Temporizzato.

Tempo… nel fare il tuo esercizio di cittadinanza SMART, datti un tempo, che non ne abbiamo più tanto.

E quando hai deciso quali, tra tutti i cittadini che hai incontrato, potrebbero davvero fare qualcosa per il bene del paese, prova a immaginarteli vestiti di potere. Visualizza l’aula con i tuoi cittadini migliori, il giorno dell’avvento, con il potere nelle mani. Cosa vedi? Funzionano ancora?

Arrivato a questo punto, se le risposte chiariscono ciò che stai cercando, allora hai una rosa di  candidati possibili, con un nome, una storia e soprattutto, un impegno. Un impegno che sarà coerente con una visione condivisa, altrimenti il cambiamento non avrà luogo.

Non esiste più una leadership top-down, ma neanche una leadership bottom-up. Esiste una leadership diffusa, orizzontale, che richiede l’impegno di ogni risorsa. Si tratta di una leadership democratica, che si realizza grazie alla volontà di ogni singolo individuo di realizzare qualcosa di buono per tutti.

Partendo prima di tutto dal migliorare se stessi.

Carla Benedetti

Ho intrapreso gli studi e la professione di coach dopo quindici anni di attività nel management, nelle Risorse Umane e nella gestione di piccole imprese in Italia e all’estero. Credo fermamente che ogni singolo individuo possa dare il suo contributo a quel cambiamento culturale che renderà il mondo migliore.

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