Un coach in città/1

Un coach in città/1

L’ascolto è la chiave. Ho già avuto modo di parlarne in un altro post. L’ascolto può aiutare sia nel lavoro a sostenere i collaboratori, a migliorare le relazioni tra colleghi, a facilitare il proprio allineamento ai valori e direttive aziendali, sia nelle relazioni più personali. Se per tutti l’ascolto è uno strumento di avvicinamento e quindi facilitatore nelle relazioni, per un coach è anche una competenza fondamentale. Un coach che non ascolta, fa un altro lavoro.

Ma un coach è coach sempre e allora mi sono detta perché non “ascoltare” anche fuori delle sessioni di coaching, fuori delle relazioni personali e avventurarsi in conversazioni casuali in città annotando quanto di ricco e di straordinario è lì a portata di tutti se solo volessimo porvi un po’di attenzione.

 

Gli artigiani stanno scomparendo?

Oggi ho incontrato Federico, uno straordinario artigiano del cuoio. Federico tratta il cuoio con amore, rispetto, e grande talento. Ha la straordinaria capacità di unire tradizione scrupolosa e cura dei dettagli a creatività e anche un pizzico di snobismo d’artista. Conosco il suo negozio da tanto tempo, ma solo questa mattina mi sono decisa a entrare attratta da alcuni lavori esposti in vetrina. Ho scelto una cintura e da lì abbiamo iniziato a chiacchierare, a dire il vero io ho iniziato a fare domande. Forse non tutte domande potenti, ma certamente curiose.

I suoi lavori sono pezzi unici da cui fa fatica a separarsi, tanto che se il cliente non gli è simpatico rifiuta anche di vendere. Io ho avuto fortuna, gli sono sembrata un cliente affidabile e ho avuto il privilegio di conoscere un po’ il suo lavoro. Per un tempo lungo per una pausa, ma sicuramente breve della mia giornata, Federico mi ha lasciato entrare nel suo mondo, mi ha raccontato come lavora, qualche aneddoto, mi ha mostrato pezzi antichi che conserva in bottega.

Una bottega del “lusso”, dove il lusso di Federico è la capacità di sentirsi ricco sempre, la libertà di saper lavorare divertendosi e per chi vi entra, quello di poter apprezzare oggetti senza tempo, e magari regalarsi anche una piccola cintura.

Mi sono chiesta come mai sono così poche le botteghe come la sua, che sono una ricchezza per tutti. Ce ne saranno altre un giorno o tutto finirà? Mi ha detto che adesso cominciano ad avvicinarsi ragazzi che chiedono di imparare.

Ragazzi usciti dall’università, altri che già lavorano, ma cercano qualcosa che li gratifichi, che li faccia sentire capaci di creare e di farsi apprezzare per il proprio lavoro. Ragazzi che hanno capito che l’innovazione qualche volta passa anche per la tradizione.
Ci sarà una nuova generazione di grandi artigiani? Sarebbe bello.

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Carla Benedetti

Ho intrapreso gli studi e la professione di coach dopo quindici anni di attività nel management, nelle Risorse Umane e nella gestione di piccole imprese in Italia e all’estero. Credo fermamente che ogni singolo individuo possa dare il suo contributo a quel cambiamento culturale che renderà il mondo migliore.

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