<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Studio Coach</title>
	<atom:link href="http://www.studiocoach.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.studiocoach.it</link>
	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
	<lastBuildDate>Wed, 25 Aug 2010 17:10:28 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0</generator>
		<item>
		<title>All I really need to know</title>
		<link>http://www.studiocoach.it/en/all-i-really-need-to-know-2/</link>
		<comments>http://www.studiocoach.it/en/all-i-really-need-to-know-2/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 17:10:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carla Benedetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[en]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studiocoach.it/?p=1013</guid>
		<description><![CDATA[Sometimes we wonder where we have learnt to be what we are, and when we have started to do right or wrong. I wish to share with you a &#8220;poem&#8221; by Robert Fulghum. I hope it takes you back to the wise age of childwood. - All I really need to know about how to live and [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sometimes we wonder where we have learnt to be what we are, and when we have started to do right or wrong. I wish to share with you a &#8220;poem&#8221; by Robert Fulghum. I hope it takes you back to the wise age of childwood.</p>
<p>-</p>
<p>All I really need to know about how to live and what to do and how to be I learned in kindergarten. Wisdom was not at the top of the graduate school mountain, but there in the sand pile at school.</p>
<p>These are the things I learned:</p>
<p>Share everything.</p>
<p>Play fair.</p>
<p>Don&#8217;t hit people.</p>
<p>Put things back where you found them.</p>
<p>Clean up your own mess.</p>
<p>Don&#8217;t take things that aren&#8217;t yours.</p>
<p>Say you&#8217;re sorry when you hurt somebody.</p>
<p>Wash your hands before you eat.</p>
<p>Flush.</p>
<p>Warm cookies and cold milk are good for you.</p>
<p>Live a balanced life &#8211; learn some and think some and draw and paint and sing and dance and play and work every day some.</p>
<p>Take a nap every afternoon.</p>
<p>When you go out in the world, watch out for traffic, hold hands and stick together.</p>
<p>Be aware of wonder. Remember the little seed in the Styrofoam cup: the roots go down and the plant goes up and nobody really knows how or why, but we are all like that.</p>
<p>Goldfish and hamsters and white mice and even the little seed in the Styrofoam cup &#8211; they all die. So do we.</p>
<p>And then remember the Dick-and-Jane books and the first word you learned &#8211; the biggest word of all &#8211; LOOK.</p>
<p>Everything you need to know is in there somewhere. The Golden Rule and love and basic sanitation. Ecology and politics and equality and sane living.</p>
<p>Take any one of those items and extrapolate it into sophisticated adult terms and apply it to your family life or your work or government or your world and it holds true and clear and firm. Think what a better world it would be if we all &#8211; the whole world &#8211; had cookies and milk at about 3 o&#8217;clock in the afternoon and then lay down with our blankies for a nap. Or if all governments had as a basic policy to always put things back where they found them and to clean up their own mess.</p>
<p>And it is still true, no matter how old you are, when you go out in the world, it is best to hold hands and stick together.</p>
<p>About the <a href="http://www.robertfulghum.com/">author </a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.studiocoach.it/en/all-i-really-need-to-know-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I buoni ricchi</title>
		<link>http://www.studiocoach.it/news/i-buoni-ricchi/</link>
		<comments>http://www.studiocoach.it/news/i-buoni-ricchi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 12:58:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carla Benedetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studiocoach.it/?p=972</guid>
		<description><![CDATA[Una vacanza al mare ci voleva proprio. E cosa c’è di meglio di una bella notizia sul giornale per alzare la positività e stamparsi un bel sorriso sul viso. Così mi trovo sulla spiaggia seduta su una sdraio a raccontare della bella notizia: Bill Gates e Warren Buffett, due dei tre signori più ricchi del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una vacanza al mare ci voleva proprio. E cosa c’è di meglio di una bella notizia sul giornale per alzare la positività e stamparsi un bel sorriso sul viso.</p>
<p>Così mi trovo sulla spiaggia seduta su una sdraio a raccontare della bella notizia: Bill Gates e Warren Buffett, due dei tre signori più ricchi del mondo, miliardari da cifre quasi inimmaginabili, stanno portando avanti il loro progetto “the giving pledge” e hanno convinto altri 34 super ricchi d’America a seguirli. Il &#8220;giving pledge&#8221; consiste nell’impegnarsi a donare almeno il 50% del proprio patrimonio per cause umanitarie, possibilmente da vivi. Bill Gates e Warren Buffett e altri miliardari partecipano attivamente a operazioni umanitarie da anni, quindi non ci sarebbe da stupirsi, ma la cosa che mi colpisce in questo progetto è l’impegno morale che i partecipanti si assumono pubblicamente. Non esistono contratti, non ci sono documenti con valore legale, solo una lettera che spiega le ragioni della propria scelta.</p>
<p>Warren Buffett, conosciuto come uno degli uomini d’affari più affidabili, un signore la cui parola vale più di qualunque contratto, ha deciso di lasciare andare il 99% del suo patrimonio, dichiarando che l’1% sarà sufficiente a lui e alla sua famiglia per mantenere il proprio stile di vita, il resto è tutto in più e quindi può liberarsene per dare ad altri l’opportunità di vivere una vita migliore.</p>
<p>Anche i miliardari hanno scoperto che donare dà più piacere che accumulare. In effetti accumulare ricchezza materiale è un esercizio senza fine, poiché la gratificazione per ciò che si è conquistato dura poco. L’unico modo per sentirsi costantemente “più felici” è continuare a rincorrere la ricchezza e il potere che ne deriva senza darsi un limite, fino alla fine. Donare invece, o compiere un gesto di solidarietà, ci dà un senso di benessere duraturo e più profondo. Per questo forse tutti noi occasionalmente abbiamo il desiderio di fare qualcosa per gli altri, per il vicino, per un’associazione, per il pianeta.</p>
<p>Trovo questo progetto di grande ispirazione. E’ un esempio straordinario di come un&#8217;idea potente costruita sui propri valori possa creare la spinta a percorrere strade nuove, in qualunque momento della propria vita.</p>
<p>-</p>
<p><a href="http://givingpledge.org/">The Giving Pledge</a> leggi le lettere dei donatori</p>
<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Warren_Buffett">Warren Buffet</a></p>
<p><a href="http://www.gatesfoundation.org">Bill and Melinda Gates Foundation</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.studiocoach.it/news/i-buoni-ricchi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sbagliando si impara</title>
		<link>http://www.studiocoach.it/senza-categoria/sbagliando-si-impara/</link>
		<comments>http://www.studiocoach.it/senza-categoria/sbagliando-si-impara/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 13:52:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carla Benedetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studiocoach.it/?p=964</guid>
		<description><![CDATA[Si sta svolgendo in questi giorni a Parigi il festival della scienza. Tema di quest’anno: “Detrompez vous”. Traducibile forse con “De-sbagliate&#8221;, ma se avete una traduzione più appropriata fatemi sapere. Un festival ideato per insegnare ai ragazzi a non avere paura di sbagliare. Credo sia una bella iniziativa e spero che presto si sviluppi anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si sta svolgendo in questi giorni a Parigi il festival della scienza. Tema di quest’anno: “Detrompez vous”. Traducibile forse con “De-sbagliate&#8221;, ma se avete una traduzione più appropriata fatemi sapere. Un festival ideato per insegnare ai ragazzi a non avere paura di sbagliare. Credo sia una bella iniziativa e spero che presto si sviluppi anche in altri paesi, il nostro compreso.</p>
<p>Sin da piccoli ci viene insegnato che sbagliare non va bene, costringendo la mente, la fantasia e la creatività a incanalarsi in un percorso a senso unico. In questo modo ogni errore inevitabilmente contribuisce a incrementare il senso di inadeguatezza, con effetti importanti sull’autostima e sulla scoperta delle nostre stesse capacità.</p>
<p>E&#8217; possibile riuscire ragionando in maniera molto diversa. L’errore non è necessariamente causa di fallimento. Infatti, una delle caratteristiche delle persone di successo, che siano essi scienziati, imprenditori, artisti, è la capacità di superare gli errori, le cadute, i rifiuti.  Il successo è spesso l’ultimo anello di una catena fatta di “fallimenti”, è il risultato ottenuto da chi ha la capacità di vedere in ogni sbaglio uno strumento di analisi, un elemento, non utile, ma necessario per valutare le proprie risorse e possibilità, un feedback.</p>
<p>Insomma, non avere paura di sbagliare, ci invita a osare, a continuare la ricerca, ad avere coraggio di scoprire e conquistare nuovi territori.  Come diceva mia nonna che non era un life coach, ma la sapeva lunga, &#8220;sbagliando si impara&#8221;</p>
<p><a href="http://festival2010.paris-montagne.org/">Il festival</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.studiocoach.it/senza-categoria/sbagliando-si-impara/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;estate per ricaricarsi</title>
		<link>http://www.studiocoach.it/senza-categoria/lestate-per-ricaricarsi/</link>
		<comments>http://www.studiocoach.it/senza-categoria/lestate-per-ricaricarsi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 07:02:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carla Benedetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studiocoach.it/?p=936</guid>
		<description><![CDATA[E’ periodo di vacanze, anche se il blog del personal coach non si fermerà. Qualcuno parte per lidi misteriosi, altri si avventurano con la famiglia e tante carabattole, altri più o meno volontariamente restano in città. Comunque sarà il cuore della vostra estate, vi voglio dedicare un pensiero di Marianne  Williamson  che è stato accolto come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ periodo di vacanze, anche se il blog del personal coach non si fermerà.</p>
<p>Qualcuno parte per lidi misteriosi, altri si avventurano con la famiglia e tante carabattole, altri più o meno volontariamente restano in città. Comunque sarà il cuore della vostra estate, vi voglio dedicare un pensiero di <a href="http://www.marianne.com/">Marianne  Williamson</a>  che è stato accolto come un inno, attribuito erroneamente a Nelson Mandela, riproposto al cinema e amato da tanti. Tanti che credono, al di là delle proprie convinzioni spirituali, politiche o religiose, nella possibilità di essere persone eccezionali. Perché in ognuno di noi c&#8217;è una persona eccezionale, tutto sta nell&#8217;essere pronti a scoprirla.</p>
<p>Qui vi lascio la versione cinematografica da &#8220;<a href="http://coachcarter.com/">Coach Carter</a>&#8221; sia in originale che doppiata.</p>
<p>In queste settimane calde e soleggiate caricatevi di energia positiva, che poi si ricomincia. E allora,  sarà veramente il momento di partire.</p>
<p>&#8212;</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Ybt8wXIahQU" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/Ybt8wXIahQU"> </embed></object></p>
<p>&#8212;&#8211;</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/TK_CO1OAuDI" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/TK_CO1OAuDI"></embed></object></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Ybt8wXIahQU"></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.studiocoach.it/senza-categoria/lestate-per-ricaricarsi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Coaching. Come aumentare le vendite</title>
		<link>http://www.studiocoach.it/coaching/coaching-come-aumentare-le-vendite/</link>
		<comments>http://www.studiocoach.it/coaching/coaching-come-aumentare-le-vendite/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 06:32:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carla Benedetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studiocoach.it/?p=906</guid>
		<description><![CDATA[I saldi sono partiti e per un po&#8217; sembrerà che ci sia voglia di spendere. E dopo i saldi? Nonostante le difficoltà è possibile mantenere un approccio up-selling e cross-selling. A tutti noi è capitato di aver acquistato qualcosa in più di quello che stavamo cercando (cross-selling), o un articolo più costoso del previsto (up-selling), semplicemente perché siamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I saldi sono partiti e per un po&#8217; sembrerà che ci sia voglia di spendere. E dopo i saldi? Nonostante le difficoltà è possibile mantenere un approccio up-selling e cross-selling.</p>
<p>A tutti noi è capitato di aver acquistato qualcosa in più di quello che stavamo cercando (cross-selling), o un articolo più costoso del previsto (up-selling), semplicemente perché siamo stati “invitati” a farlo.</p>
<p>Spesso mi sento dire che vendere è molto difficile. Per alcune persone è vissuto come qualcosa che non fa parte del proprio lavoro, della propria passione e che addirittura non ha niente a che fare con la ragione per cui una attività è stata avviata. Il punto è che qualunque tipo di attività, per sopravvivere e per darci l’opportunità di crescere ha bisogno di incrementare le vendite, e non c’è niente di male nel cercare di farlo al meglio.</p>
<p>Se anche a te vendere qualcosa in più non viene naturale, nessuna paura, si può imparare, soprattutto si può diventare consapevoli del fatto che i clienti non si offendono se viene offerto loro un articolo aggiuntivo o di migliore qualità, purché sia quello di cui hanno  bisogno e sia offerto nel modo giusto. Di seguito ci sono alcuni suggerimenti che possono migliorare il tuo approccio di venditore cross e up-seller.</p>
<p>1)      E’ importante innanzitutto conoscere bene il proprio prodotto o servizio ed essere pronti a rispondere a qualunque domanda. Questo ti permette di presentarne le qualità, di focalizzarti sugli aspetti più utili e interessanti per i diversi clienti. Essere esperta/o ti renderà credibile e i tuoi consigli saranno ascoltati con maggiore fiducia.</p>
<p>2)      Consiglia la cosa giusta. Per capire cosa il tuo cliente potrebbe acquistare  basta ascoltare e cercare tra  i tuoi prodotti o servizi quello che più di tutti risponde alle sue esigenze. Il tuo cliente ha acquistato un pacchetto giornaliero alla spa? Offrire una seduta al solarium potrebbe essere inutile, se quello che vuole è tornare in forma. Aggiungere una crema da portare a casa sarà sicuramente più appropriato. Non serve lanciarsi a elencare le doti dell’ultima novità o del prodotto più venduto, fai domande e ascolta. E’  il modo migliore per  avvicinarti al tuo cliente e capire come aiutarlo.  </p>
<p> 3)      Fallo al momento giusto. E il momento giusto è sempre dopo che il cliente ha acquistato o ha deciso il suo acquisto. Offrire un accessorio mentre sta ancora scegliendo il suo telefono, non serve. Una volta confermato l’acquisto, sarà più propenso ad aggiungere un accessorio. Alcuni negozi hanno prodotti disposti al banco cassa, alcuni siti di vendita online, come <a href="http://amazon.com">Amazon</a>, dopo l’acquisto consigliano prodotti utili o sullo stesso tema. Se tu hai un contatto diretto con il tuo cliente fai le tue proposte personalmente, al momento giusto.</p>
<p> 4)      Fallo perché è utile. Se il tuo suggerimento di un acquisto ulteriore potrebbe migliorare l’efficacia di ciò che il tuo cliente ha appena acquistato, dillo. Illustra la ragione per cui stai chiededo di spendere ancora,  spiega che ne vale la pena. Mostra che per  te è importante e che ci tieni ai risultati e alla soddisfazione finale del cliente. Proprio per quello che è stato detto al punto 1, tu conosci i prodotti che vendi . Una spesa più alta per una maggiore qualità o un acquisto extra per un risultato migliore, saranno accettati più volentieri  e tu non sarai percepita/o come un venditore insistente, ma una persona preparata e attenta. </p>
<p>5)      Fai sentire tutti i tuoi clienti speciali. Anche se usi le stesse attenzioni per tutti, fai in modo che ogni gesto sia percepito come un gesto volto al cliente in particolare. Dai spazio alla tua creatività, conosci le loro abitudini. A tutti piace sentirsi speciali e quando questo succede, si è più disponibili a incrementare la spesa, a &#8220;riempire il carrello&#8221; o semplicemente a tornare.</p>
<p> 6)      Usa il tono giusto. Provare a fare up- selling o cross-selling temendo di essere male interpretati è controproducente. Se usi un tono poco convinto, dimesso, grondante senso di colpa, il tuo cliente penserà che stai provando a togliergli altri soldi, in maniera talmente sfacciata che anche tu te ne vergogni. Anche se le tue intenzioni sono buone, non funzionerà. Mettiti nei panni del cliente, pensa a quando tu sei dall&#8217;altra parte. Che tipo di venditore vorresti incontrare? Se sei sicura/o dei punti elencati sopra, del perché stai proponendo qualcosa in più o un po’ più costoso, se parli con un tono cordiale che ricalchi il tono del cliente, il cliente molto probabilmente accetterà di darti fiducia, e se decidesse di non proseguire con l’acquisto, penserà comunque che tu hai mostrato delle opzioni a sua disposizione in maniera professionale. E’ possibile che ci rifletterà su e porterà a termine l’acquisto in un’altra occasione o che ti chiederà altri dettagli. Hai comunque aperto uno spiraglio verso altri potenziali acquisti. </p>
<p>7)      Non perdere l’occasione. E infine ricorda che rinunciare anche a una sola opportunità di fare up-selling o cross- selling significa rinunciare a una possibile vendita.</p>
<p>Buon lavoro.</p>
<p>E tu come coquisti i tuoi clienti?</p>
<p>Leggi di più sul <a href="http://www.studiocoach.it/business-coaching/">business coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.studiocoach.it/coaching/coaching-come-aumentare-le-vendite/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Una semplice riflessione</title>
		<link>http://www.studiocoach.it/coaching/una-semplice-riflessione/</link>
		<comments>http://www.studiocoach.it/coaching/una-semplice-riflessione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 May 2010 20:11:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carla Benedetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studiocoach.it/?p=887</guid>
		<description><![CDATA[A volte ci si chiede dove abbiamo imparato a essere quello che siamo, quando abbiamo cominciato a fare bene o male. E allora vi racconto una &#8220;poesia&#8221; di Robert Fulghum che poi è diventata un libro, ormai quasi introvabile. Spero vi lasci un sorriso e la voglia di tornare saggi come bambini. &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;- TUTTO QUELLO CHE MI [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A volte ci si chiede dove abbiamo imparato a essere quello che siamo, quando abbiamo cominciato a fare bene o male. E allora vi racconto una &#8220;poesia&#8221; di Robert Fulghum che poi è diventata un libro, ormai quasi introvabile. Spero vi lasci un sorriso e la voglia di tornare saggi come bambini.</p>
<div>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</div>
<div>TUTTO QUELLO CHE MI SERVE SAPERE L&#8217; HO IMPARATO ALL&#8217;ASILO</div>
<p>La massima parte di ciò che veramente mi serve sapere su come vivere, cosa fare e in che modo comportarmi l&#8217; ho imparata all&#8217;asilo. La saggezza non si trova al vertice della montagna degli studi superiori, bensì nei castelli di sabbia del giardino dell&#8217;infanzia. Queste sono le cose che ho appreso: Dividere tutto con gli altri.<br />
Giocare correttamente.<br />
Non fare male alla gente.<br />
Rimettere le cose al posto.<br />
Sistemare il disordine.<br />
Non prendere ciò che non è mio.<br />
Dire che mi dispiace quando faccio del male a qualcuno.<br />
Lavarmi le mani prima di mangiare.<br />
I biscotti caldi e il latte freddo fanno bene.<br />
Condurre una vita equilibrata: imparare qualcosa,<br />
pensare un po&#8217; e disegnare, dipingere, cantare,<br />
ballare, suonare e lavorare un tanto al giorno.<br />
Fare un riposino ogni pomeriggio.<br />
Nel mondo, badare al traffico, tenere per mano<br />
e stare vicino agli altri.<br />
Essere consapevole del meraviglioso.<br />
Ricordare il seme nel vaso: le radici scendono,<br />
la pianta sale e nessuno sa veramente come e perché,<br />
ma tutti noi siamo così.<br />
I pesci rossi, i criceti, i topolini bianchi e<br />
persino il seme nel suo recipiente:<br />
tutti muoiono e noi pure.<br />
Non dimenticare, infine, la prima parola che ho imparato,<br />
la più importante di tutte: GUARDARE.<br />
Tutto quello che mi serve sapere sta lì, da qualche parte: le regole Auree, l&#8217;amore, l&#8217;igiene alimentare, l&#8217;ecologia, la politica e il vivere assennatamente.<br />
Basta scegliere uno qualsiasi tra questi precetti, elaborarlo in termini adulti e sofisticati e applicarlo alla famiglia, al lavoro, al governo, o al mondo in generale, e si dimostrerà vero, chiaro e incrollabile.<br />
Pensate a come il mondo sarebbe migliore se noi tutti , l&#8217;intera umanità prendessimo latte e biscotti ogni pomeriggio alle tre e ci mettessimo poi sotto le coperte per un pisolino, o se tutti i governi si attenessero al principio basilare di rimettere ogni cosa dove l&#8217; hanno trovata e di ripulire il proprio disordine.<br />
Rimane sempre vero, a qualsiasi età, che quando si esce nel mondo è meglio tenersi per mano e rimanere uniti.</p>
<p><em>Per sapere di più dell&#8217;</em><a href="http://www.robertfulghum.com/"><em>autore</em></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.studiocoach.it/coaching/una-semplice-riflessione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Coaching e comunicaziome</title>
		<link>http://www.studiocoach.it/coaching/coaching-e-comunicaziome/</link>
		<comments>http://www.studiocoach.it/coaching/coaching-e-comunicaziome/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 15:06:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carla Benedetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studiocoach.it/?p=871</guid>
		<description><![CDATA[Vi è mai capitato, durante una discussione o una riunione di lavoro, di pensare  “non c’è niente da fare, parliamo due lingue diverse”? Capita a tutti ogni tanto ed è possibile che abbiate ragione. Ognuno di noi ha un modo personale di comunicare sia verbalmente che con il corpo, linguaggio paraverbale. Dal nostro modo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi è mai capitato, durante una discussione o una riunione di lavoro, di pensare  “non c’è niente da fare, parliamo due lingue diverse”?</p>
<p>Capita a tutti ogni tanto ed è possibile che abbiate ragione.</p>
<p>Ognuno di noi ha un modo personale di comunicare sia verbalmente che con il corpo, linguaggio paraverbale. Dal nostro modo di comunicare dipende il fatto che, chi ci ascolta sia in grado o meno di essere in sintonia con noi e seguirci nel nostro ragionamento. Non è necessario che la pensiamo allo stesso modo, se usiamo modalità simili sarà più facile capirsi e quindi essere in grado di ascoltare ed essere ascoltati.</p>
<p>Quando viviamo una situazione di frustrazione, data proprio dalla difficoltà di arrivare all’altro, quello che di solito facciamo è insistere a ripetere ciò che sappiamo non funzionerà. Usiamo sempre le stesse parole, lo stesso tono di voce, la nostra solita rigidità nel presentarci, allontanandoci sempre di più.</p>
<p>Cosa ci spinge a insistere, a continuare a non capirci? Semplicemente il fatto di non essere consapevoli dei nostri schemi e di quelli degli altri. Conoscerli ci permette di cambiare i nostri e allinearci nella comunicazione. Non c’è un modo solo di comunicare, ma c’è un modo efficace,  quello che ci fa raggiungere il nostro obiettivo: esprimere un punto di vista, presentare un progetto, prendere una decisione.</p>
<p>Basta ascoltare.</p>
<p>Ascoltare e “usare” il linguaggio del nostro interlocutore aiuta a rendere il rapporto più profondo e ad avvicinare. E’ bene quindi fare attenzione alle parole che l’altro usa e usarle.</p>
<p>Se per esempio il nostro interlocutore si dice preoccupato di qualcosa, è meglio nella conversazione continuare ad usare la parola <em>preoccupato</em> anziché <em>spaventato, </em>per esempio. Poiché se per noi la preoccupazione significa anche spavento, non è detto che la stesso succeda anche a lei o lui.  Restare nel suo linguaggio approfondisce il rapporto e aumenta la possibilità di un’intesa.</p>
<p>Questo vale anche per la modalità di espressione. C’è chi usa termini visivi (vedo che, sembra che, guardo alla nostra situazione…) o termini legati all’ascolto (dimmi cosa ne pensi, parlo di, non fai che ripetere…) o termini legati alle sensazioni (sento che, provo qualcosa che…)</p>
<p>Usare un linguaggio che ricalchi la modalità espressiva dell’interlocutore sicuramente faciliterà l’allineamento.</p>
<p>La consapevolezza non deve però fermarsi al linguaggio verbale, ma estendersi al linguaggio del corpo.  Se non siamo consapevoli di come ci muoviamo noi e come si muovono gli altri, diventa complicato raggiungere un&#8217;armonia. Il nostro corpo deve seguire le nostre idee. Una contraddizione tra quello che diciamo e quello che mostriamo crea inevitabilmente sfiducia.</p>
<p>Se io dico di essere felice, ma ho un’espressione triste, difficilmente potrò convincere qualcuno della mia felicità. Allo stesso tempo, osservare il linguaggio del corpo dell’altro e in qualche modo accoglierlo senza necessariamente imitarlo, rende la conversazione uno scambio tra “simili” che può solo giovare.</p>
<p>Consapevolezza e flessibilità sono la chiave per una comunicazione efficace. Non possiamo cambiare gli altri, ma possiamo renderci la vita più facile, anche con gli altri.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.studiocoach.it/coaching/coaching-e-comunicaziome/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Coaching, Yoga, Rebirthing?</title>
		<link>http://www.studiocoach.it/coaching/coaching-yoga-rebirthing/</link>
		<comments>http://www.studiocoach.it/coaching/coaching-yoga-rebirthing/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 07:52:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carla Benedetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studiocoach.it/?p=833</guid>
		<description><![CDATA[Ieri ho avuto una classe di yoga molto particolare. Il mio insegnante ci ha proposto degli esercizi legati alla pratica del Rebirthing. Che cos&#8217;è? L&#8217;americano Leonard Orr sviluppò negli anni ’70 una nuova tecnica di scoperta di sé che si basava su un&#8217;antica pratica di respirazione yoga. Chiamò questa nuova tecnica Rebirthing, Rinascita. Agli inizi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ho avuto una classe di yoga molto particolare. Il mio insegnante ci ha proposto degli esercizi legati alla pratica del Rebirthing. Che cos&#8217;è?</p>
<p>L&#8217;americano Leonard Orr sviluppò negli anni ’70 una nuova tecnica di scoperta di sé che si basava su un&#8217;antica pratica di respirazione yoga. Chiamò questa nuova tecnica Rebirthing, Rinascita. Agli inizi veniva praticata in acqua calda, per rendere l’esperienza più simile a quello che noi adulti pensiamo possa essere il ventre materno, poi a secco. Attraverso particolari tecniche di respirazione e meditazione, si aiuta il riaffiorare di ricordi legati alla nascita. In questo modo è possibile liberare blocchi energetici e superare traumi.</p>
<p>Una volta ripulito il cuore e l’animo dei pensieri negativi e delle memorie dolorose, siamo pronti a ripartire dall&#8217;inizio apportando qualcosa di nuovo. Una rinascita appunto.</p>
<p>Secondo quello che ci racconta Leonard Orr, lo yogi Babaij che  incontrò in India durante uno dei suoi viaggi di ricerca, definì la sua nuova tecnica lo “yoga del respiro per occidentali”. Chissà cosa intendeva Babaij. Forse che noi occidentali non siamo abituati a meditare e a guardarci dentro per paura di conoscerci troppo, tanto che quando decidiamo di farlo dobbiamo ricominciare da zero? Forse.</p>
<p>E’ una pratica e anche una terapia, uno strumento per conoscere se stessi più profondamente. Al contrario del coaching, che senza alcuna terapia lavora sul presente, su ciò che noi siamo ora e su come raggiungere un futuro desiderabile e possibile, il rebirthing lavora sul passato, sul passato più lontano, la nascita.</p>
<p>Io ho solo fatto una lezione di yoga incentrata su quelle tecniche, la mia esperienza è quindi limitatissima e non posso giudicarne la validità.  La lezione è stata piacevole, un po’ new age. Credo che la pratica dello yoga sia un meraviglioso strumento per il proprio benessere e abbia già tutto in sé, il Rebirthing  è un’altra strada possibile.</p>
<p>E voi cosa  ne pensate?</p>
<address style="text-align: justify;">-</address>
<address style="text-align: justify;"></address>
<address style="text-align: justify;">Per sapere di più sul Rebirthing  vedi questa <a href="http://www.rebirthing.rm.it/bibliografia.html">bibliografia</a></address>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.studiocoach.it/coaching/coaching-yoga-rebirthing/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Solo una storia</title>
		<link>http://www.studiocoach.it/coaching/solo-una-storia/</link>
		<comments>http://www.studiocoach.it/coaching/solo-una-storia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 09:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carla Benedetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studiocoach.it/?p=782</guid>
		<description><![CDATA[Anche le storie sono importanti per lo sviluppo personale. In una storia ognuno può trovare delle emozioni, una scoperta e quindi una crescita. Che la storia ce la raccontino altri o ce la leggiamo da soli, vale sempre la pena, perchè dopo averla ascoltata noi non siamo più gli stessi.  Ed è per questo che è bello ogni tanto leggere e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche le storie sono importanti per lo sviluppo personale. In una storia ognuno può trovare delle emozioni, una scoperta e quindi una crescita. Che la storia ce la raccontino altri o ce la leggiamo da soli, vale sempre la pena, perchè dopo averla <em>ascoltata</em> noi non siamo più gli stessi. </p>
<p>Ed è per questo che è bello ogni tanto leggere e rileggere quelle storie in cui riconosciamo la nostra visione del mondo, che ci raccontano qualcosa di potente per noi, perché ci toccano in porfondità. Con un lungo romanzo o con un breve racconto zen, si parte e si torna sempre con qualcosa in più.</p>
<p>Che siate seduti in ufficio, nella vostra stanza, su un treno, ovunque vorreste essere, regalatevi un minuto forse due e leggete questa piccola storia.</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: center;">≈≈≈≈≈</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;">Un uomo stava camminando sulla spiaggia, quando vide un ragazzo intento a raccogliere qualcosa da terra e lanciarlo in mare. L’uomo si avvicinò e scoprì che il ragazzo raccoglieva stelle di mare. Le stelle erano dappertutto intorno al ragazzo e più in là per miglia e miglia, potevano essere milioni.</p>
<p>L’uomo allora chiese al ragazzo: &#8211; Perché stai lanciando stelle di mare in acqua? -</p>
<p>-Se queste stelle di mare resteranno sulla spiaggia, domani mattina, quando la marea si ritirerà, moriranno.-  rispose il ragazzo senza interrompere il suo lavoro.</p>
<p>-Ma è ridicolo!- esclamò l’uomo guardandosi intorno- Ci sono milioni di stelle di mare. Come puoi pensare di fare la differenza.-</p>
<p>Il ragazzo raccolse un’altra stella di mare, si fermò un attimo pensieroso e poi lanciandola in acqua rispose:</p>
<p>-Farà la differenza per questa .-</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.studiocoach.it/coaching/solo-una-storia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>The fun theory</title>
		<link>http://www.studiocoach.it/en/the-fun-theory/</link>
		<comments>http://www.studiocoach.it/en/the-fun-theory/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 15:49:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carla Benedetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[en]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.studiocoach.it/?p=769</guid>
		<description><![CDATA[Big companies and corporates are now using new marketing tools to promote or launch their products. Flash Mobs are one of those new tools.  A flash mob, if you have never heard of it, is a sort of spontaneous happenng, where a virtual community becomes real and performs an apparently useless act involving the casual [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Big companies and corporates are now using new marketing tools to promote or launch their products. Flash Mobs are one of those new tools.  A flash mob, if you have never heard of it, is a sort of spontaneous happenng, where a virtual community becomes real and performs an apparently useless act involving the casual audience. The result is few minutes of shared happiness. If the flash mob is produced by a corporate, obviously looses its spontaneous characther, but still gives us a nice piece of positivity.</p>
<p>Another  way to promote a brand using the community comes from the German car industry. A project  that does not launch a new product but aims to consolidate the brand itself.</p>
<p>It consists of a series of videos with a common message: fun can make positive changes easier. Our daily routine, sometimes boring, can become more bearable,  if we only make it fun, getting surprising results. It is the change in people behaviour that counts and if it can be obtained by playng little actions it can be done with more important things too. It doesn’t take much after all.<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/cbEKAwCoCKw" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/cbEKAwCoCKw"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.studiocoach.it/en/the-fun-theory/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
